- L'altro lato delle canzoni (Autunno) -
Quante volte capita, ascoltando una canzone, di immaginare nella nostra mente la storia che quei versi raccontano, delineando magari nettamente i volti dei personaggi, ambientandoli in scenografie ben definite e rendendo insomma quella canzone un piccolo film tutto nostro?
L'immenso potere della musica non si consuma nei pochi minuti in cui i brani vengono trasmessi alle nostre orecchie ma continua ogni qual volta le emozioni e le immagini che trasmettono le canzoni prendono forma e vita attraverso di noi. Questo mondo parallelo, il mondo della musica, è identificato con B-Side: reale nella sua surrealtà, dettagliato nonostante i dettagli siano diversi in base a chi ascolta, B-Side è “l'altro lato delle canzoni”, il lato nascosto a cui ha accesso soltanto la nostra mente. È lì che possiamo incontrare davvero i personaggi cantati dai nostri artisti preferiti, è lì che possiamo condividere ogni volta le loro storie, ridere con loro, piangere con loro, sognare con loro... Ed è lì che possiamo toccare, vedere, odorare, gustare e non più solo ascoltare le nostre canzoni: è lì che possiamo davvero viverle sulla nostra pelle. Uno dei “portali” verso questo mondo è aperto dai racconti di Doriana Tozzi, che in questo volume (sottotitolato “Autunno”, in riferimento a una futura tetralogia delle stagioni che si inaugura con questo volume dedicato al rock alternativo italiano) ha rivestito brani di Afterhours, Verdena, Marlene Kuntz, Perturbazione, Diaframma, Ministri, Baustelle, FASK, Zen Circus e molti altri con storie a volte fantastiche e altre volte quotidiane, a volte ispirate al passato e altre ambientate in un futuro immaginario. Le canzoni sembrano prendere forma leggendo queste pagine scritte con passione e rispetto per gli artisti coinvolti ma anche senza limite alcuno alla fantasia, per intraprendere un viaggio fantastico verso B-Side, il pianeta della musica. Al ritorno forse non saremo più gli stessi, perché la musica può davvero trasformarci e trasformare il mondo intorno a noi.
“B-SIDE L'altro lato delle canzoni” è un viaggio nel cuore della musica, un viaggio fatto di storie che nascono tra le parole delle canzoni e poi crescono e aprono le ali per volare con la fantasia. La prima parte di questo viaggio comincia con “Autunno”, il mese delle foglie che cadono e dei colori che si infiammano, perciò la sua colonna sonora è ricca di brani del rock alternativo italiano, con le sue più calde sfumature, i suoi sapori intensi, i suoi suoni graffianti e i suoi versi poetici. A volte nei racconti sarà possibile rintracciare alcune parole che fanno da “ponte” con quelle della canzone a cui si ispira, altre volte le stesse parole saranno come forbici che scindono le storie portandole verso significati diversi, altre volte ancora interi racconti non conterranno affatto le parole delle canzoni eppure se ne sentirà riecheggiare l'eco tra le pagine.
Qui un breve pezzo dell'introduzione al libro, in cui si immagina lo stesso “B-Side” prendere vita e presentarsi ai lettori, ai quali spiega che “...tra le mie pagine scoprirai che, invece d'essere una persona, l'io narrante della canzone “Il mare davanti” dei Fast Animals And Slow Kids nella “versione B-Side” diventerà un fiume, sì, proprio un disperato tanto quanto arrabbiatissimo fiume che amava il suo scorrere lungo il suo percorso attraverso gli umani che incontrava e invece ora guarda l'umanità allontanarsi da lui e maltrattare sempre di più la natura. E conoscerai un diverso protagonista di “Quello che non c'è” degli Afterhours, che qui è un ragazzino poi diventato uomo, anzi donna, che attraversa con il suo animo limpido il confronto con una famiglia che non lo comprende; o, ancora, ci sarà spazio per affrontare (senza alcuna pretesa di veridicità, data la natura stessa di questi racconti che alla fine non sono altro che intrattenimento) anche il tema dell'Alzheimer (“Inno del perdersi” dei Verdena), della depressione e della società dell'apparire (“La lira di Narciso” dei Marlene Kuntz), dell'omosessualità vissuta come tabù (“Direzioni diverse” de Il Teatro Degli Orrori) o della vendetta personale (“Oggetto piccolo (A)” dei Virginiana Miller) o ancora il tema dei migranti che attraversano il mare con il cuore colmo di speranza (“Annarella” dei CCCP) e la solitudine di una distopica società del futuro (“Il nuotatore” dei Massimo Volume e, in modo diverso, anche “Stelle marine” de Le Luci Della Centrale Elettrica).”
“B-SIDE L'altro lato delle canzoni” costruisce un mondo visionario ed è un libro appassionato e idealista che vi farà riascoltare le vostre canzoni preferite con orecchie nuove ma ve le farà anche vedere, toccare, gustare e odorare... Provare per credere!
Un estratto:
Lub Dub (racconto liberamente ispirato a Lub Dub degli ...A Toys Orchestra)
Non più voci, non più colori, non più affanni, non più rumori. Ogni suono intorno ha ceduto al caldo e prepotente abbraccio di questa notte, che ne ha zittito fino all'ultimo decibel con il suo nero e avvolgente mantello, apostrofando la città con un austero indice posato sulle labbra della vita. Tutto tace: le bocche hanno smesso di parlare o gridare, i clacson di suonare... C'è un gufo su un ramo: guardingo e silenzioso scruta la scena dall'alto mentre, con aria assorta, sembra ascoltare il delicato poema cantato dal vento, unica colonna sonora di questa notte senza stelle. Il vento soffia sibilando sottile, spingendosi fin dentro ai pensieri dell'unica figura umana che, oscura e imperfetta, si staglia nerissima contro l'arancione effuso dai lampioni. È un uomo anziano. Siede sul ponte, guarda le stelle, cerca invano di ricordare le costellazioni, poi guarda in basso, dove il fiume scorre incurante del ritmo rallentato del mondo. Guardando il candido riflesso della luna, che danza tra le leggere pieghe dell'acqua, i pensieri dell'uomo si fanno pesanti e ossessivi fino a liquefarsi e scivolare giù, uno alla volta, attraverso i suoi occhi assorti. Si sa che spesso la notte porta a galla fino all'ultimo frammento di inquietudine vestendo a festa i tormenti, dando loro uno scettro dorato, un trono su cui elevarsi al di sopra della razionalità e facendogli credere di poter governare il regno umano... E infatti i pensieri pesanti dell'uomo man mano divenuti gocce e scivolati via per irrigare ogni ruga del suo viso, si stanno ora liberando e precipitano verso il fiume. Proprio in quel momento l'uomo scorge un'immagine in bianco e nero: sta passando proprio lì, sotto quel ponte, un ragazzino spettinato, con i vestiti bagnati ma con lo sguardo vispo di chi può ancora conquistare il mondo. Cavalca un bidone di metallo e si spinge sull'acqua con dei rami robusti. L'anziano lo vede scappare dal suo qualcosa inesorabile e con stupore gli sembra di riconoscere se stesso dentro quegli occhi vivaci e vibranti; poi vede arrivare di corsa un cane che, dalla riva che costeggia il fiume, sta seguendo il ragazzino. Sembra divertirsi, come fosse un gioco. Inconsciamente un sorriso solleva le estremità delle labbra del vecchio, che si asciuga le palpebre mentre il ragazzo e il suo cane diventano sempre più piccoli all'orizzonte. Lì dove la vista ormai li disperde, l'uomo intravede avvicinarsi le sagome di due amanti, che si stanno scambiando effusioni e promesse. Poco più avanti un pescatore con gli occhi ancora assonnati si sta dirigendo verso il ponte per andare a lavoro, ma prima si ferma un attimo e, affacciandosi sul ponte, fuma la prima sigaretta della sua lunga giornata che sta per cominciare. L'anziano abbassa un po' lo sguardo stanco. Si concentra su di un bottone mancante del suo cappotto grigio e ormai logoro. Riesce finalmente a sentire il ritmico battere del suo cuore. Chiude gli occhi. Lub Dub. Lub Dub. Lub Dub. Il cuore sembra accompagnare il canto del vento con il suo ritmo. Lub Dub. Ciclico. Ostinato. Travolgente. Lub Dub. Come il fiume che scorre. Lub Dub. Come il cuore del pescatore. Lub Dub. Lub Dub. Come i due amanti che continuano a scambiarsi effusioni e promesse. Lub Dub. Come il cane innamorato. Lub Dub. Come i palpitanti sogni del ragazzino ribelle che fugge al suo destino sfidando impavido l'oscurità della notte. Lub Dub. Come il cuore del gufo solitario che scruta la vita dall'alto del suo ramo, assorto in chissà quali pensieri. Lub Dub. Lub Dub. Lub Dub. Come ogni cuore di ogni singola anima desta o assopita in questa notte che volge al termine. Lub Dub. Tutti precisamente all'unisono. Lub Dub. L'uomo ascolta meglio. Lub Dub. Ovunque. Lub Dub. Ascolta ancora. Lub Dub. Ora lo distingue perfettamente. Lub Dub. È il ritmo del mondo. Lub Dub. Senza distinzione di colore della pelle. Lub Dub. Senza razza, religione, ideale... Lub Dub. Senza maschere, ruoli, finzioni... Lub Dub. Questa è la vita. Lub Dub... E quando l'alba timidamente si è decisa a dipingere con le sue fresche sfumature il nero del cielo notturno, ha sorpreso quell'unica figura umana, ancora oscura e imperfetta, stagliarsi nerissima contro il luccichio dell'acqua del fiume, danzante sulla riva, oscillando ipnoticamente. A ritmo. Lub Dub.
Doriana Tozzi
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